martedì 2 agosto 2011

Ancora sul vino nuovo nelle botti vecchie. Sull'invito di Paolo Limonta

Colgo l'occasione del complesso testo che segue l'invito,per focalizzare una criticità che sembra essere elusa dal dibattito e dall'attenzione della Giunta e del Consiglio:

mondando il testo degli aspetti di giudizio, si pone la questione delle forme di partecipazione che da una parte ha visto e vede l'attenzione di molti cittadini farsi organizzazione informale, dall'altra risponde con le vecchie e consumnte modlaità consultive o negoziali.

Qualunque contenuto, su cui è certo lecito dibattere, non potrà eludere tale punto aperto dall'accensione della speranza della restituzione di dignità e riconoscimento a ciascuno e quindi della "voice" che, se la situazione non vedrà altra prospettiva di quella della "partecipazione" di cittadini che assistono ai Consigli di Zona o ai Consigli comunali, è destinata a scemare e a produrre delusione.

Non ci si può avvicinare al potere per poi delegarlo secondo le mere forme conosciute: se così fosse, il nostro paese, ma in generale le democrazie che conosciamo, non sarebbero nella crisi di rappresentanza e di deliberazione che vediamo.

Non basta che Pisapia sia Sindaco per soddisfare tale esigenza: è necessario sperimentare forme di democrazia deliberativa e dialogica nuove.

Non si mette il vino nuovo nelle botti vecchie.

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