| Paolo Cento (SEL), autore dell'articolo |
Decrescita, crisi economica e il vocabolario di SEL
giovedì 21 luglio 2011 | | 13 commenti
Nei giorni scorsi una ricerca di Diamanti pubblicata su Repubblica descriveva il nuovo vocabolario degli italiani e con grande sorpresa la parola decrescita risultava insieme a beni comuni tra la piu gettonate. Prima i referendum su acqua e nucleare e ora questa ricerca ci raccontano di un paese che di fronte alla drammatica crisi economica e sociale cerca strade, idee e anche parole capaci di rovesciare il senso comune politico ed economicista per indicare un alternativa di vita possibile. Possibile che la sinistra,anche la nostra cioè SEL, rimanga dentro la gabbia del senso comune politico ed economicista e sostanzialmente impotente e frustrata di fronte alla durezza ed iniquiita della crisi e delle conseguenti manovre economiche? Sono convinto che cambiare spartito si può introducendo ed elaborando concetti e proposte in sintonia con i referendum e il nuovo vocabolario degloi italiani.
Vogliamo cominciare a dire che la crescita economica non e’ la soluzione ma parte della crisi? Che la capacità della terra di sostenere e di assorbire i rifiuti ha raggiunto la soglia critica? Che I cambiamenti climatici conseguenza anche della competitvita economica producono ogni anno 40 milioni di profughi ambientali oltre che desertificazione da una parte e inondazioni dall’altra?La decrescita non e’ l'elogio della recessione ma la messa in campo di un alternativa praticabile subito con ricadute immediate. Pensiamo alla riforma del fisco: ma siamo cosi convinti come ci hanno spiegato i sindacati e parte rilevante del centrosinistra che l'aumento dell'iva suo consumi sia sbagliato? Se uno compra una merce non primaria che inquina e magari e’ realizzata in spregio delle norme sul lavoro perché deve avere un aliquota iva uguale a chi non consuma prodotti inquinanti ? Possiamo metterci al lavoro su una riforma ecologica del fisco che premia i consumi a basso impatto ambientale e sociale a svantaggio degli altri?
Sono convinto che SEL debba fare un grande sforzo di elaborazione e proposta se vuole candidarsi a governare senza essere subalterna a questo modello economico e accettando la sfida della crisi e del debito pubblico, che e’ anche sempre piu debito ambientale, con proposte concrete e praticabili ma dentro un orizzonte che rompa il tabu della crescita e della competitivita economica che gia troppi danni hanno fatto.
Paolo Cento
postato il 22/07/2011 da Paolo Gonzaga
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